October 15th - United for #globalchange
Un'estate indiana, una primavera araba diffusa per tutto il paese. Va avanti da 28 giorni, ma in Wisconsin si era già mosso qualcosa prima ancora. A settembre ha preso piede a New York, NY con l'hashtag #OWS (#occupywallstreet, Occupy Wall Street).
Tutto è cominciato il 17 settembre, una manifestazione di un migliaio di persone, un centinaio si è fermata a dormire nei cartoni (perché la polizia aveva proibito le tende...). Un po' di arresti, 7 dopo un paio di giorni e poi il 24 settembre 80 arresti mentre i manifestanti cercavano di bloccare il traffico. Una valanga di arresti, 700, il primo ottobre quando i manifestanti organizzano una marcia sul Brooklyn Bridge. Il movimento si espande in tutto il paese, ma proprio tutto, anche Helena, MT. E si estende a tutto il globo.
È una rivoluzione, o almeno ne può prendere la piega in una qualche maniera inaspettata: gli Stati Uniti sono un paese ingessato nei lacci e lacciuoli imposti dal capitalismo reale. Lacci tanto più serrati quanto meno sono riconosciuti come tali. La storia non si ripete ma spesso fa rima, la geografia divide ma può riprodurre gli stessi temi evolutivi in forme differenti. Così, alla fine, quando si comincia a stare male, a stare davvero male, non solo a sentirselo raccontare da quei quattro ignoranti degli studenti, lo si sta dappertutto. Ad Atene come ad Helena.
La gente non se la passa bene e non è che vuole occupare Wall Street perché quelli sono tutti una Setta Plutogiudaica, o la Classe Dominante, o i Rosacroce, o i Comunisti (per quelli che ci credono ancora), o i Templari, o l'Ancien Régime (per quanto possano valere e valgano le categorie dello spirito, se non altro nel mondo dei media e della rete)... Il fatto è che Wall Street ha occupato le loro vite, fisicamente, come una Casa che scioglie nel mutuo, la Fabbrica che chiude, il Call Center in bancarotta fraudolenta, la Borsa che scompare nel tunnel dei neutrini. Per non parlare delle rappresentazioni che si portano appresso, uguale, Bling o Veline. Ecco questa vibrazione si è trovata in qualche maniera sintonizzata sulla stessa frequenza e sta cominciando a entrare in risonanza, cinguettii, per ora.
Non ci sono leaderini, con baffi o nei. Ancora, e forse non più. Forse non ce ne sarà bisogno, nell'Open Source non ce ne sono dopotutto. Ci sono comunità liberamente auto-determinate (chiunque può forkare o creare un progetto, è pure gratis) e organizzate (monarchie assolute o costituzionali, democrazie, meritocrazie, burocrazie) che stratificano un sistema completo di software, dall'utente ai contenuti, dal browser al sistema operativo del browser a quello del server e i database e i linguaggi e le applicazioni. E queste comunità (GNU Project, Linux Foundation, Apache Software Foundation) producono documenti che hanno valore legale, le licenze, regolano un ecosistema ricco dove i monopoli non esistono o quasi.
Ed è un modello virale quello dell'Open Source, almeno ora. È un modello che ha dimostrato come le persone si possono organizzare in strutture con gerarchie leggere. Come possono collaborare cercando di evitare i conflitti, in piena libertà e gratuità. E per la funzione che svolgono all'interno del progetto, fondatori, sviluppatori, evangelisti, formatori, le persone ci trovano pure un lavoro. E in genere sono pure fortunati perché gli piace pure quello che fanno. E non c'è bisogno dell'Amicizia dei Fratelli, dell'Università Prestigiosa, dei Soldi per Entrare. Basta leggere in giro e pasticciarci, lo studio aiuta, una laurea magari anche, ma non ci sono barriere di ingresso se non l'accesso alla rete (Digital Divide). Ed è innovazione, adrenalina, allo stato puro: ogni giorno un nuovo sito, linguaggio, protocollo, servizio, framework, social network, applicazione..
Ed è un modello virale, o almeno ora potrebbe esserlo. Perché ha dato prova di funzionare per risolvere problemi complessi. E che ha permesso inaspettate rivoluzioni fornendo i servizi di flusso di informazione. Due punti a favore. E le persone si sono sempre più abituate a questi modelli di collaborazione. Tre. Libertà, Uguaglianza e Fraternità, cosa c'è di più sexy. Fanno quattro.
Nelle forme di organizzazione che stanno emergendo ci sono alcune caratteristiche comuni: una forte localizzazione nel territorio, un ricerca di metodi non violenti, una forte presenza nella rete, capacità di entrare in risonanza con altri paesi. Una sorta di Internazionale Transnazionale Anarchica. Forse solo un generale ritorno internazionale al buon senso. Si stanno definendo topologie della distribuzione dei poteri nuove, differenti dal passato. Strutture che si riscontrano, appunto, nell'Open Source.
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